Uno Sguardo sul Presente
Dall’indagine “Okkio alla salute” del 2008 su bambini di 8-9 anni è emerso che il 23,6% risulta soprappeso e ben il 12,3% è affetto da obesità.
Maggiormente affetta dal problema è la Campania, seguita dal molise e della calabria, mentre le regioni “più magre” risultano essere Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Val d’Aosta.
La causa maggiore è da ricercare nella sedentarietà e nella disattenzione dei genitori che spesso non si accorgono dello stato nutrizionale del figlio e non percepiscono la pericolosità dello stesso.
Il ruolo del biologo nutrizionista
Qui interviene il biologo nutrizionista, il quale con le sue competenze in campo dell’alimentazione collettiva e in quella del singolo deve avere un ruolo di controllo e regolazione nella refezione scolastica. La sua azione deve essere volta al miglioramento delle abitudini del bambino e all’insegnamento dei principi generali della buona alimentazione a tutta la famiglia e agli operatori di cucina.
In particolare l’attenzione sarà volta al corretto apporto di micro e macro-nutrienti in maniera congruente alle esigenze delle varie età di sviluppo, alla qualità dei prodotti e alla loro sicurezza sanitaria e, aspetto non meno importante, all’appetibilità degli stessi.
Lo stato di nutrizione
Per poter stabilire le esigenze nutrizionali dei piccoli è di fondamentale importanza l’anamnesi volta a valutare il loro stato nutrizionale mediante l’utilizzo di varie metodologie.
Ma qual è il fabbisogno nutrizionale nelle varie età? Chiaramente esso cambia da soggetto a soggetto anche in base all’attività svolta oltre che alle predisposizioni genetiche, però in linea di massima possiamo indicare che negli uomini passa dalle circa 1500 kcal/die dei 6,5 anni alle 2000 degli 11,5 aa, mentre nelle donne si mantiene inferiore di circa 200 kcal rispetto a questi.
Esigenze nutrizionali
Dopo l’anno d’età il bambino può affrontare un’alimentazione qualitativamente simile a quella dell’adulto , anche se ad essa bisogna arrivarci inserendo pochi alimenti per volta.
Le circa 100 kcal/die necessarie devono essere assunte divise in 4-5 pasti di cui pranzo e cena saranno i principali.
Dall’1 ai 3 anni bisogna stare attenti a diminuire l’apporto calorico derivante dai grassi dal 40% del primo anno al 30%, quantità valida anche nell’età adulta.Attenzione deve essere volta anche all’assunzione degli zuccheri semplici, le quali dosi ridotte devono provenire principalmente dalla frutta.
Dai sei ai 10 anni la funzione educativa è fondamentale, e in questo la dieta mediterranea, con la sua varietà, svolge un importantissimo ruolo. Regola fondamentale deve essere il “mangiare colorato” (frutta e ortaggi), che permette l’assunzione di tutte le vitamine e sali minerali necessari per questo delicato periodo di crescita.
L’adolescenza, essendo il periodo di più delicato sviluppo psico-fisico, ha particolari esigenze nutrizionali che, se nn soddisfatte, predispongono a osteoporosi, obesità “e dintorni”, tumori, insorgenza di Dca e altre patologie. In particolare aumentato risulta il fabbisogno di ferro, calcio e fosforo.
Regole basilari di una vita sana
Per gli adolescenti valgono le regole di vita sana che sono poi quelle da proseguire e perseguire anche nella vita adulta:
Comportamenti alimentari e disturbi
affettivi
Abbiamo accennato a come in adolescenza possano svilupparsi dei disturbi del comportamento alimentare. Ma qual è la loro genesi?
Difficoltà alimentari transitorie sono comuni durante lo sviluppo, come ad esempio avviene a causa dei traumi dello svezzamento e del passaggio all’alimentazione autonoma ma a volte queste vengono protratte fino all’adolescenza per diventare veri e propri disturbi. Questi non sono solo identificabili nelle più conosciute anoressia e bulimia, bensì sono da ricercare anche nei casi di obesità.
Ciò che determina questo femoneno è dovuto al legame tra emozioni e nutrizione, che se turbato in qualche ambito, determina il radicarsi di cattive abitudini che possono trasformarsi in vere e proprie patologie conclamate.
Segnali che possono far allarmare genitori ed educatori sono da ricercare in deficit di crescita, rifiuto di cibo, mancanza di senso della fame, visione distorta del proprio corpo, disturbi dell’umore.
Per questo è importante un’igiene affettiva oltre che alimentare all’interno della famiglia e un’educazione ai sentimenti che sia concomitante con quella nutrizionale. Un percorso di formazione, questo, che deve coinvolgere l’intero nucleo familiare per poter sortire i necessari effetti.